Prestiti per “necessità”: gli italiani sono sempre più poveri


ricchezzaUn tempo i prestiti venivano richiesti per assolvere ad alcune esigenze finanziarie pianificate: l’acquisto di un’auto, il sostegno agli studi dei figli, o ancora la copertura di spese mediche e di ristrutturazioni al proprio appartamento. Complice la crisi che da diversi anni attanaglia le tasche delle famiglie italiane, il momento dei prestiti “pianificati” è tuttavia concluso, per lasciare spazio al meno meritevole spazio dei prestiti per “necessità”.

A conferma di ciò basti d’altronde osservare gli ultimi dati forniti da Banca d’Italia, secondo cui negli ultimi due anni il reddito familiare medio è diminuito in termini nominali del 7,3 per cento. Il suo valore, infatti, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato pari a 30.338 euro o, se preferite, circa 2.500 euro al mese. Della platea delle famiglie italiane, tuttavia, circa la metà non riesce ad arrivare ai 2.000 euro mensili, mentre un altro 14% riesce a vantare un reddito inferiore ai 1.200 euro al mese.

Ancora, proseguono le analisi dell’istituto banchiere, lo stesso può dirsi per quanto attiene il concetto di reddito equivalente, che tiene conto della dimensione e della struttura della famiglia e che fa registrare una contrazione complessiva del 6%. Fatta cento la media generale, precisava il quotidiano Il Sole 24 Ore, il deterioramento maggiore sembra colpire i lavoratori autonomi, che passano da 144 a 138, rispetto a dipendenti e persone in condizione non professionale, che passano rispettivamente a 109 e 91. Unica eccezione è rappresentata dai pensionati, che “salgono” da 108 a 114.


Per quanto attiene infine la ricchezza media, il trend registrato tra il 2010 e il 2012 sembra essere fortemente negativo – quasi meno 7 punti percentuali. La ricchezza familiare netta (quella data dalla somma delle attività reali come immobili, aziende, oggetti di vialore e finanziarie come titoli di Stato, depositi, azioni al netto delle passività finanziarie), ha un valore mediano di 143.300 euro.

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