Prestiti tra Privati il futuro nel social lending


Prestiti tra PrivatiI Prestiti tra Privati, chiamati anche social lending, saranno il prestito del futuro? Riuscire ad ottenere dei prestiti personali non è una cosa semplice, lo sappiamo bene, soprattutto da qualche tempo a questa parte.

Con le banche che hanno chiuso i rubinetti del credito a causa della crisi economica, che ha reso le persone sempre più inclini ad avere problemi di debiti.

In un panorama che sembra essere difficile, i prestiti tra privati, noti anche come social lending, sono una delle soluzioni più efficienti in assoluto.

Si tratta, in sostanza, di una modalità di richiesta finanziamenti sulla base della quale la domanda viene fatta ad un’agenzia intermediaria, che si occupa di mettere in “comunicazione” domanda e offerta di denaro.

La domanda è quella fatta da chi ha bisogno di un finanziamento, l’offerta, invece, da chi ha denaro extra messo da parte e vuole investirlo scegliendo proprio il social lending come opportunità.

Da dove hanno avuto origine i Prestiti tra Privati

Le origini del prestito sociale, altro nome con cui questo fenomeno è conosciuto, arrivano ovviamente dagli Stati Uniti: prima Zopa, poi Prosper e infine Lending Club, tutti nomi importanti nel settore. In Italia, invece, abbiamo due alternative (fino ad oggi): Prestiamoci e Smartika.

Entrambe autorizzate ad operare dalla Banca d’Italia, queste due società sono un’ancora di salvezza per chi non può accedere al finanziamento in altra maniera, ma rappresentano un’interessante soluzione anche per chi cerca tassi più convenienti della media.

Sì, perché spesso il social lending, proprio perché fuori dalle regole generali del mercato, permette di trovare tassi di interesse migliori rispetto a quelli proposti da banche e finanziarie.

I prestiti tra privati, un’alternativa al prestito tradizionale

Inoltre, come anticipato, il prestito tra privati, è spesso una eccellente scelta per cattivi pagatori e protestati, che possono trovare proprio nei finanziamenti sociali una risposta alle proprie necessità di denaro.

Ma sono metodi sicuri? Chi li ha provati giura di sì, e noi siamo pronti a confermarlo in vista dell’autorizzazione ad operare nel nostro paese ottenuta dalla Banca d’Italia, che si occupa proprio di controllare il panorama dei finanziamenti e degli istituti di credito in generale.

Chi chiede più prestiti sociali? Secondo delle statistiche che sono state diffuse da Smartika, la maggior parte delle richieste arrivano da uomini (circa il 70%) con un’età compresa tra 26 e 55 anni (che poi sono le persone più social-addicted), mentre l’importo medio varia da 5 a 10 mila euro.

La motivazione per cui si chiede il prestito tra privati è principalmente per consolidare dei vecchi debiti, poi anche per comprare un’auto nuova, per ristrutturazione di casa e per le spese mediche (che purtroppo non mancano mai).


Al momento, secondo l’agenzia di landing Smartika, questo mercato vale, in Italia, 26 milioni di euro, un numero molto piccolo se paragonato al totale dei prestiti europei, che invece valgono 8,4 miliardi di euro.

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